Mostra fotografica
A cura di Barbara Caleo
A Rio de Janeiro, città della Samba e del Carnevale, 15.000 persone vivono per strada.
La crisi ha riversato sui marciapiedi intere famiglie, donne, bambini, individui che hanno perso lavoro, casa, famiglia e dignità. L’invisibilità, la perdita di un’identità sociale, la sensazione di non esistere più per la collettività sono le ferite quotidiane più grandi che la Popolazione di Strada subisce ogni giorno.
Un progetto pioniere e rivoluzionario, Yoga de Rua riunisce dal 2016 insegnanti volontari che offrono yoga e meditazione ai senzatetto. Non solo benefici fisici: i partecipanti trovano nelle pratiche un’oasi di pace e dignità, dove si sentono di nuovo esseri umani. Gente di strada e gente di appartamento praticano insieme in piazze e parchi, superando lo schema della carità. Sono momenti di gioia, di schiene che si raddrizzano, di occhi che ritrovano la luce, di menti corrucciate che si aprono alla percezione del proprio silenzio e ricchezza interiore.
La mostra racconta questo ritorno alle vere radici dello yoga, fuori dagli studi, nelle strade, accessibile ad ogni essere umano.
Barbara Caleo, fotografa reportagista e operatrice umanitaria professionale toscana, incontra lo Yoga nel 2006 in Nepal. Insegnante certificata nel 2015, dirige per 2 anni le Risorse Umane di Medici senza Frontiere a Rio de Janeiro. Per 8 mesi partecipa come volontaria a Yoga de Rua, portando lo Yoga gratuitamente nelle strade e favelas di Rio con i senzatetto. Dal 2018, tornata in Europa, insegna Yoga accessibile a tutti, lontano dagli stereotipi commerciali. Si considera un’attivista per un ritorno ad uno yoga più vero, fuori dagli studi, nelle strade e nella natura, aprendo l’accesso ad ogni tipo di corpo e percorso umano.

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